La beffa cinese. Nell’anno del Covid i super ricchi di Pechino guadagnano miliardi mentre l’Occidente è sul lastrico

È la beffa del Covid-19. A un anno dall’inizio della pandemia nata in Cina, è la Cina il paese che si è arricchito di più nel 2020. I suoi 75 miliardari della classifica del “Bloomberg Billionaires Index” hanno visto il loro patrimonio netto aumentare di 572,49 miliardi di dollari nel giro di 12 mesi mente decine di milioni di persone finivano sul lastrico nei paesi occidentali a causa della crisi economica mondiale innescata proprio dal coronavirus cinese.

Come abbiamo visto nel precedente post Nell’anno del Covid-19 i miliardari sempre più ricchi. Prada e Bertelli +34%, Armani +9%, Ferrero +4,5%. In calo Berlusconi e Del Vecchio, i 500 miliardari più ricchi della terra sono diventati ancora più ricchi nel 2020. I primi dieci della lista (nell’ordine, Jeff Bezos, Elon Musk, Bill Gates, Bernard Arnault, Mark Zuckerberg, Warren Buffett, Larry Page, Steve Ballmer, Sergey Brin e Larry Ellison) possiedono oggi 347,53 miliardi di dollari in più rispetto al 2 gennaio 2020. I sette italiani presenti nell’elenco (Giovanni Ferrero, Leonardo Del Vecchio, Paolo Rocca, Silvio Berlusconi, Giorgio Armani, Miuccia Prada, Patrizio Bertelli) hanno guadagnato complessivamente 6,38 miliardi di dollari, anche se per due di loro (Del Vecchio e Berlusconi) il patrimonio netto è leggermente sceso.

Il boom della Cina

Ma nella classifica di Bloomberg sono i miliardari cinesi a poter stappare bottiglie di champagne. I 75 elencati nella lista hanno registrato un aumento del 68,6% del loro patrimonio netto rispetto al 2 gennaio di un anno fa, un incremento più che doppio rispetto al 26,3% dei miliardari statunitensi.

I 572 miliardi di dollari di patrimonio guadagnati dai super ricchi cinesi nell’anno del coronavirus sono pari a quasi la metà dei fondi stanziati dall’Unione europea per il Recovery Fund: 750 miliardi di euro che al cambio di oggi equivalgono a 910 miliardi di dollari. E sono più del doppio dei 209 miliardi di euro (pari a 253 miliardi di dollari) che arriveranno in Italia.

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Secondo le previsioni del Centre for Economics and Business Research (Cebr), a causa del Covid nel 2028 (con cinque anni d’anticipo rispetto alle stime dell’anno scorso) la Cina sarà l’economia più grande del mondo, mentre gli Usa scivoleranno al secondo posto.

Sempre secondo il Cebr, la Cina è stato l’unico grande paese al mondo a registrare un aumento del Pil nel 2020. Il Prodotto interno lordo di Pechino è cresciuto del 2% mentre quello degli Stati Uniti è sceso del 5% e il Pil dell’Italia è sprofondato del 10,6%.

Se non è una beffa questa.

Il re delle acque minerali

Il miliardario cinese più ricco del mondo si chiama Zhong Shanshan, ha 66 anni e un patrimonio netto di 78,2 miliardi di dollari. Nell’anno del Covid la sua ricchezza è aumentata di ben 71,4 miliardi di dollari.

Zhong è alla guida un gruppo diversificato ma il suo business più importante è quello delle acque minerali con la sua Nongfu Spring.

La fortuna di Zhong è aumentata vertiginosamente con la quotazione dell’8 settembre 2020 della Nongfu Springs, che controlla circa un quarto del mercato cinese dell’acqua in bottiglia. e ha avuto un forte aumento nel 2020 anche dalla quotazione della Beijing Wantai Biological Pharmacy Enterprise alla Borsa di Shanghai. Le sue azioni sono in costante rialzo anche per la speranza che possa sviluppare un vaccino contro il Covid con il partner GlaxoSmithKline. Quasi 10 miliardi di dollari della fortuna di Zhong provengono dalla sua partecipazione a Wantai, un’azienda che presiede.

Zhong è all’undicesimo posto nella classifica del Bloomberg Billionaires Index.

Il secondo cinese più ricco è Colin Huang, conosciuto anche come Huang Zheng. È presidente del discount online Pinduoduo, uno dei più grandi siti di e-commerce della Cina. Pinduoduo ha raccolto 1,6 miliardi di dollaeri in una Ipo negli Stati Uniti nel luglio 2018 tra le critiche per la sua presunta vendita di prodotti contraffatti.

Huang ha fondato in precedenza la società di giochi online Xinyoudi e la piattaforma di e-commerce online Ouku.com.Prima di iniziare la sua carriera imprenditoriale, Huang ha svolto uno stage presso Microsoft sia a Pechino che a Seattle e poi ha lavorato a Google negli Stati Uniti nel 2004. Ha 40 anni e un patrimonio di 62,6 miliardi di dollari. Nell’anno del Covid ha guadagnato 43 miliardi di dollari.

Terzo in classifica è invece Ma Huateng, 50 anni, soprannominato Pony Ma. Ha un patrimonio netto di 56,4 miliardi di dollari, cresciuto di 17,8 miliardi nel 2020. È il cofondatore della compagnia internet Tencent.

C’è poco altro da aggiungere. I numeri parlano da soli. Mentre l’Occidente è al tappeto, la Cina festeggia.

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angelo.mincuzzi@ilsole24ore.com

Twitter: @Angelo_Mincuzzi

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  • filippig giacinto |

    Complimenti sig. habsb, analisi perfetta e risposta ad doc su ciò che è la Cina oggi, bel paragone con la Germania nazista,

  • habsb |

    egr. sig. svalente1

    il modello governativo della Cina Popolare non è l’URSS comunista che vietava l’impresa privata

    E’ invece la Germania nazista, che la permetteva, nel contempo dirigendola politicamente.
    Repressione di ogni opposizione, assenza di libertà di stampa, e campi di concentramento per le minoranze etniche.

    La sola differenza è che invece di una guerra militare convenzionale, ne hanno lanciato una batteriologica.

  • svalente1 |

    Evidentemente per diventare ricchi oggi ci vuole un regime comunista.

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