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Le logo de la banque HSBC photographie, ce mercredi 11 fevrier 2015 a Geneve. La banque HSBC n'est pas a l'abri de poursuites judiciaires aux Etats-Unis apres les revelation de SwissLeaks. (KEYSTONE/Martial Trezzini)

Logo of the HSBC Bank in Geneva, Switzerland, February 11, 2015.  (KEYSTONE/Martial Trezzini)

Giro di vite anti-evasione fiscale in Francia: condannato ex Ceo di Hsbc incastrato dalla “lista Falciani”

La Francia invia un messaggio chiaro contro l’evasione fiscale. Dopo aver perseguito penalmente le grandi banche ora tocca ai banchieri. L’ex Ceo della filiale svizzera della Hsbc Private Bank, Peter Braunwalder, 68 anni, è stato condannato dal Tribunale di Parigi al pagamento di 500mila euro e a un anno di prigione con la condizionale per riciclaggio di frode fiscale e “caccia” illegale a clienti residenti in Francia.

Braunwalder ha patteggiato la pena lo scorso 29 gennaio ma la notizia si è diffusa soltanto ora. I magistrati francesi lo accusavano per l’evasione fiscale commessa tra il 2006 e il 2007 da migliaia di contribuenti francesi favorita dalla Hsbc Private Bank, l’istituto di credito nel quale gli evasori fiscali avevano depositato le loro ricchezze. I soldi sottratti al Fisco francese sono stati pari ad almeno 1,6 miliardi di euro.

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Lo scandalo dell’evasione fiscale praticata su scala industriale all’interno della banca era stato rivelato da Hervé Falciani (nella foto sopra), un ingegnere italo-francese che lavorava come esperto informatico nella filiale di Ginevra del colosso bancario britannico. Falciani aveva contribuito a portare all’esterno della banca la lista dei clienti. Tramite questa lista erano stati identificati, a partire dal 2009, almeno 127mila conti appartenenti a 79mila persone di 180 nazionalità diverse, tra i quali anche migliaia di italiani. La banca, stando ai documenti prelevati al suo interno, aiutava i clienti ad evadere le tasse – soprattuto la ritenuta alla fonte europea – creando società offshore nei più disparati paradisi fiscali.

La condanna dell’ex Ceo della banca è arrivata a poco più di un anno dall’accordo raggiunto nel novembre 2017 tra la Hsbc e le autorità francesi per archiviare la lunga vertenza fiscale sulla filiale svizzera. Il gruppo bancario aveva versato 300 milioni di euro.

L’accordo con Hsbc ha rappresentato un precedente per la Francia: è stata la prima convenzione giudiziaria di interesse pubblico (Cjip) firmata nel Paese. Si tratta di una nuova procedura in vigore dal 2016 che permette a un’impresa perseguita per corruzione o riciclaggio di frode fiscale, di negoziare una multa senza dover passare per un processo o per un’ammissione di colpevolezza.

Proprio pochi giorni fa Hsbc ha anche annunciato che verserà quasi 300 milioni di euro alle autorità del Belgio per chiudere il contenzioso per frode fiscale grave e riciclaggio di denaro nato dalle rivelazioni di Falciani.

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I documenti che l’ingegnere itralo-francese ha consegnato ai magistrati belgi hanno infatti dimostrato come la banca ha aiutato parecchi commercianti di diamanti di Anversa a evadere le tasse.

Ma torniamo in Francia. Chi è il primo ex top manager di Hsbc ad aver pattreggiato una pena? Braunwalder, nato in Svizzera e con passaporto britannico, era arrivato a ricoprire l’incarico di numero uno di Hsbc Private Bank nel 2002. A dicembre 2007 si vantava di aver raddoppiato i depositi a 78 miliardi di sterlline. I profitti erano pari a 550 milioni di sterline all’anno. Braunwalder ha lasciato HSBC nel 2008. Troppo tardi. Perché Falciani aveva già cominciato a collaborare con le autorità francesi e di altri paesi e aveva consegnato tutto il materiale segreto della banca.

Da allora Hsbc è stata implicata anche in una importante inchiesta negli Stati Uniti e ha accettato di versare nelle casse americane 1,9 miliardi di dollari per aver aiutato i cartelli messicani della droga a riciclare il loro denaro.

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Il giro di vite delle autorità francesi contro l’ex Ceo di Hsbc Private Bank arriva dopo le condanne di alcuni dirigenti di Ubs per accuse simili. Tre ex manager della banca svizzera hanno ottenuto ciascuno 12 mesi di reclusione e multe di 200mila euro, mentre un quarto ex dirigente ha ricevuto una pena più severa: 300mila euro di sanzione e una pena (anche questa sospesa) di 18 mesi di carcere.

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